Le linee guida del Comitato provinciale per l’Attuazione dei Referendum Acqua

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L’enorme successo dei Referendum del 12-13 giugno è stato raggiunto grazie a 27 milioni di voti di cittadini che hanno scelto una gestione pubblica del servizio idrico, una maggioranza trasversale e ben più ampia di qualsiasi maggioranza politica. Adesso si tratta di tradurre questa scelta in nuove normative che portino a compimento il dettato dei referendum, realizzando una gestione pubblica del bene comune acqua che coniughi trasparenza, efficienza, democrazia, solidarietà. Nessun dibattito politico su questi temi può ignorare questa vittoria e la volontà popolare che l’ha decretata.

Martedì 28/6 il Comitato referendario “2 sì per l’acqua bene comune” di Milano e provincia si è costituito in “Comitato provinciale per l’Attuazione dei Referendum Acqua Bene Comune” assumendo l’impegno di custodire anche sul territorio della nostra provincia i milioni di voti che si sono espressi nei Referendum. A tal fine, il Comitato intende svolgere il proprio ruolo di legittimo interlocutore a tutti i tavoli istituzionali in cui si decidano le nuove forme di gestione del servizio idrico. Il Comitato ha definito le linee della sua azione.

1. L’attuazione del dettato dei Referendum non può che partire dalla Proposta di Legge di iniziativa popolare sostenuta da più di 400.000 firme e depositata presso il Parlamento da 4 anni; tale proposta di legge è stata calendarizzata una prima volta per la discussione parlamentare il 7/7; ogni forza politica dovrà misurarsi con quello che costituisce il punto di partenza per definire la nuova normativa in materia di gestione del servizio idrico. Si tratta infatti di una proposta di legge che è espressione degli stessi
soggetti che hanno vinto i Referendum e che articola in positivo i principi fondamentali contenuti nei Referendum stessi:

l’acqua è un bene comune,
la sua gestione deve essere pubblica e non può essere affidata al mercato,
non si possono fare profitti su un bene comune,
i cittadini hanno il diritto di partecipare alla definizione della gestione del servizio idrico.

2. Intanto è urgente avviare anche sul territorio locale la discussione per adeguare normativa e forme istituzionali al dettato della volontà popolare che si è espressa nei Referendum.
La Regione Lombardia deve aprire un tavolo di discussione sulle modifiche da apportare alla Legge Regionale per adeguarla alla volontà espressa dal Referendum popolare.
Bisogna ridefinire gli ATO, riunificando l’ATO della Provincia e l’ATO di Milano.
Bisogna riunificare società patrimoniali e società di gestione e erogazione.
Le SpA dell’acqua devono essere riunite in un’unica società di diritto pubblico, nella massima trasparenza che deve caratterizzare anche la definizione delle tariffe.
Bisogna mettere allo studio le forme di partecipazione della cittadinanza alla gestione dell’acqua.
I Consigli comunali devono deliberare la modifica dei loro Statuti per affermare che l’acqua è un bene comune e non un bene di natura economica.
Il Comune di Milano deve realizzare le case dell’acqua messe a bilancio da tempo, restaurare la rete di fontanelle e inserirle nella mappa dei servizi cittadini, oltre che impegnarsi ad utilizzare l’acqua di rete nelle sue riunioni e negli uffici comunali, farsi promotore di un tavolo di discussione con la MM per migliorare il servizio idrico e la partecipazione della cittadinanza.

Su tutti questi temi il Comitato chiama Regione, Provincia, Comune di Milano e Comuni della Provincia ad impegnarsi da subito in un confronto teso ad attuare in riforme concrete il dettato dei Referendum, e chiede un tavolo di confronto a tutti questi soggetti istituzionali.

Comitato per l’Attuazione dei Referendum sull’Acqua Bene Comune

Informazioni su acquapubblicamilano

Comitato per l'Attuazione dei Referendum Acqua Bene Comune di Milano e provincia
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